01/05/2019

ACCESSI NEI LUOGHI PUBBLICI: LA LEGGE ITALIANA È ANCORA MOLTO FRAMMENTATA

La legge di riferimento è la n. 281/1991 secondo la quale gli animali possono accedere a qualunque luogo pubblico o esercizio pubblico, salvo che non venga segnalato il divieto con apposito cartello. Nel 2010 il Minstero del Turismo e l'Anci hanno esteso il liero accesso degli animali d'affezione in strutture pubbliche e luoghi aperti al pubblico.

Da allora molte città, Province e regioni hanno adottato regolamenti che favoriscono l'accesso di cani e gatti alle strutture. Unica eccezione è il divieto di accesso nei locali in cui vengono preparati e/o immagazzinati gli alimenti.

In Italia tuttavia non esiste un divieto assoluto di accesso degli animali da compagnia nei locali ove avviene la somministrazione di alimenti (es. bar, ristoranti, pizzerie). La conseguenza è che l'esercente commerciale è libero di adottare la politica che preferisce, consentendo o vietando l'ingresso ai cani. Tuttavia i Comuni possono adottare delle discipline specifiche imponendo ai gestori dei locali alcuni comportamenti. La normativa italiana si dimostra, pertanto, molto frammentata.

Per quanto riguarda l'accesso dei pet sui mezzi di trasporto pubblico, nel luglio 2017 è stata approvata la legge che consente il libero accesso degli animali d'affezione sui mezzi di trasporto pubblico della Toscana. La consigliera regionale Galletti (M5S) illustrava che "la possibilità di trasportare gli animali d'affezione sugli autobus che effettuano il servizio di trasporto pubblico dipende dai regolamenti che le varie aziende di trasporto applicano autonomamente nelle diverse città".

Da cui l'esigenza di fissare la libera circolazione dei pet sui mezzi pubblici toscani così come già fatto in altre Regioni italiane. Il caso della Toscana costituisce un esempio di rafforzamento della promozione dell'accesso dei pet presso i mezzi pubblici ma molto è ancora da fare per il raggiungimento di un'uniformità a livello nazionale

 

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