01/05/2019

ANIMALI NELLA COSTITUZIONE, CONQUISTA DI CIVILTÀ

Una proposta di legge dell'on. Brambilla, comunicata il 29 ottobre 2013 (A.C. 1748), oltre a ribadire la necessità di inserire la tutela degli animali nella Carta costituzionale, dedica un intero articolo al fatto che gli animali sono esseri senzienti e, per tale ragione "(...) la Repubblica ne promuove e garantisce la vita, la salute e un'esistenza compatibile con le loro caratteristiche etologiche".

La questione del riconoscimento degli animali nella Costituzione italiana viene sollevata nuovamente il 3 dicembre 2014 in un disegno di legge costituzionale proposto su iniziative della sen. De Petris e altri (A.S. 1701).

L'inserimento nella Costituzione di un articolo riguardante la tutela degli animali avrebbe senza dubbio un altissimo significato simbolico, il massimo che si possa sperare in termini di conquiste culturali. Il percorso per raggiungere un obiettivo così importante non è affatto semplice: prova ne è il fatto che per tre dei quattro disegni di legge l'esame parlamentare non è mai iniziato, mentre uno è stato assorbito da un altro provvedimento.

Tuttavia è indubbio che qualcosa stia cambiando. Nell'attuale fase storica, caratterizzata da profondi mutamenti, culturali e sociali, si sta affermando una più moderna concezione dell'uomo e del suo rapporto con la natura, un atteggiamento più consapevole dei limiti entro i quali possiamo disporre delle risorse del pianeta e, per ragioni etiche, più rispettoso del sentimento di empatia che ci lega agli altri esseri viventi. Di questa evoluzione hanno già preso atto, in vario modo, non solo l'Unione europea, ma numerose Costituzioni del continente.

 

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